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IN-STALLO.

di Giovanna Galli

La produzione scultorea di Stefano Bombardieri si inserisce nel panorama della ricerca plastica contemporanea con attributi di estrema vitalità, originalità e raffinato equilibrio, che tradisce la persistenza di una fonte classica, vantaggiosa eredità di un percorso di crescita svolto con la gradualità che richiede una maturazione dello spirito e non solo delle idee. La sfida della libertà di reinterpretare la figura che durante il Novecento ha caratterizzato la ricerca scultorea in un’interrotta serie di artisti, ha condotto a traguardi di insospettabile esplicità formale, e, in ultima analisi, Stefano Bombardieri è tra quelli che ha proseguito la ricerca verso esiti successivi, che oltrepassano la mera rappresentazione, affidando ad essa un valore simbolico e metaforico di grande attualità. Attraverso un appropriamento rapido e perentorio delle possibilità espressive di materiali estremamente duttili come le vetroresine, Bombardieri realizza voluminose e sorprendenti sculture a grandezza naturale che ritornano nell’assoluto dei temi legati al tempo, alla sua pesantezza e sospensione. Rinoceronti a grandezza naturale, lottatori di sumo, figure imponenti, restituite nell’assoluta fedeltà di ogni dettaglio realistico e cristallizzate nell’immobilità della loro massa, ma inaspettatamente sospese nello spazio: pendenti dall’alto e ferme, in un’innaturale collocazione aerea. Icone di un tempo e di uno spazio che ridefiniscono i loro confini, svincolandosi dall’ovvietà del senso comune, suggerendo insospettate relazioni tra ciò che è vero e ciò che è soltanto creazione. E lo stesso sostrato significante appartiene alle composizioni concettuali dove gli oggetti perdono la loro banale funzione quotidiana per svuotarsi e trasformarsi in segreti involucri, dove forse viene riposta la volatile sostanza di cui sono fatte le risposte che cerchiamo. Così, ad esempio, la ricorrente macchina da scrivere perde ogni valore oggettivo per diventare metafora della seducente relazione tra corpo e anima tra ciò che contiene e ciò che è contenuto.

GIOVANNA GALLI